“L’amore è un bellissimo fiore ma bisogna avere il coraggio di coglierlo sull’orlo di un precipizio.”
Stendhal
C’era una volta il quarto atto… prima ancora un terzo.
1. Cosa fai di venerdì sera? Vai al cinema, vai a cena fuori, fai una passeggiata, rimani in casa a lavorare o a guardare un film, cucini, stiri, vai a ballare. Ok, puoi anche andare a dormire o partire per un viaggio. Ma tu, di venerdì sera, andresti a cogliere margherite in Piazza Beccaria a Firenze?
2. È andata così. Mentre eravamo a cena ho esordito dicendo:
– Sono scesa dal 14 e ho notato tante piccole margheritine in Piazza Beccaria… Sai cosa? Perché non andiamo verso mezzanotte a coglierne dieci? –
– Cosa? Non ci penso proprio. Per Instagram? Figurati! – esclama “Lui” indossando lo sguardo intitolato “Ci risiamo”.
3. Fu così che intorno a mezzanotte, come i cinque rapinatori del film Inside Man di Spike Lee o come Doug (Ben Affleck) in The Town, ci siamo ritrovati con noncuranza a raccogliere dieci margherite chiuse e bagnate e a riporle in una busta di Ikea (quella per il congelatore). Proprio con noncuranza non direi. “Lui” continuava a guardare la strada (super trafficata) con l’aria di chi sta facendo il bagno nella piscina di un estraneo. Un po’ coppoliana come scena, alla Bling Ring.

4. Alla fine ho scoperto di essere allergica all’erba o a qualcosa del genere. Trascorsi i primi quindici minuti di ricerca, volevo quelle con il gambo più slanciato, ho iniziato a starnutire come una matta mentre “Lui” si era calato perfettamente nella parte del giardiniere, sempre con sguardo vigile.
– Perché ci guardano? –
– Vale stiamo fissando il prato di venerdì sera a mezzanotte. Secondo te? – mi domanda con sorriso composto, alla Robert Redford.
5. Tornati a casa li abbiamo messi in una tazza della Thun con acqua. La mattina erano uno splendore, no?

6. Ma io volevo realizzare la mia classica foto con tazzina di caffè e parole, scritte con un pennarello nero. Volevo ricordarmi della primavera. Alla fine è venuta così.

7. Era un lunedì sera come tanti altri.
– Ma cosa fai con quei post-it azzurri? – mi domanda “Lui” mentre sta lavorando.
– Niente, disegno dei cuori e poi li ritaglio. – rispondo con tono soddisfatto, alla Shosh di Girls mentre sta organizzando la festa per Ray.
– E lo scotch? Il muro! Cosa fai? Ah, bellino! – esclama “Lui”.

Mi guarda sorpreso. Ok, ha capito che sono un genio incompreso. Forse no, forse è Amore ai tempi di Instagram.
Valina
L’amore ai tempi di Instagram porta a fare follie, ma quella delle margherite le batte tutte, ora c’è da capire chi sceglieresti il tuo lui o Unstagram? Io follie del genere le farei e le ho fatte per un lui, ma per un social no, però mai dire mai
Pardon volevo dire Instagram
Francy, mi stai dicendo che sono un po’ folle? 😉 Sempre “Lui” certo però non ti nascondo che la passione per Instagram mi ha portata a fare cose o a partecipare a piccoli eventi in cui mi sono divertita molto. Inoltre ha stimolato un po’ la mia creatività.
Instagram è più di un social per te Vali è amore come in un rapporto a tre, te, lui ed Instagram 😉
Francy se si trasformasse anche in un lavoro allora sarebbe proprio perfetto ;P
Vale penso che la tua rubrica “amore al tempo di Instagram” sia la più bella in assoluto; di sicuro divertente. Ogni volta che la leggo mi faccio un sacco di risate ‘mi viene il buon umore’.
Grazie
Grazie Sonia! Sono contenta che ti metta di buonumore, è una bellissima cosa!
Io sono una vittima di Instagram. E sì, sono sicura che sprigiona creatività e piccole follie.
Bello il disegno!
Cla grazie! Allora ho un’alleata che comprende le mie azioni! Che bello!