Caro Lettore,
forse sulla vita da freelance potremmo riempire pagine e pagine. Una scelta sofferta, costretta o voluta ma indipendentemente dal suo punto di partenza, il freelance rimane sempre una figura particolare e misteriosa.
Questo post è rivolto ai freelance che lavorano in ambito creativo, da casa o in altri ambienti lontani dalla concezione standard di “vita da ufficio”.

Fonte: ringrazio Lucrezia Gabellieri, Valentina Gambicorti, Mirco Farnetani e Claudia Altavilla per essersi prestati allo scatto.
È una lista di alcune azioni, momenti e movimenti del freelance ritenute incomprensibili proprio da chi è lontano da questa realtà.
Ti è mai successo di compiere una o più di queste azioni e di essere percepito come strano o inconcludente? Ho dimenticato qualcosa? Se sì, mi aiuti ad accrescere questo elenco?
Valina
Ciao Vale!
Posso dire che mi ritrovo quasi in tutti i punti che hai elencato.
Uno tra i tanti e “Rifiutare l’indeterminato per rincorrere i propri sogni e portare avanti i propri progetti”. E un altro che mi sta davvero a cuore, e che a detta di tanti è il contrario, è “Io amo il Lunedì”, perché tutto si riavvia, tutto riparte, sempre in movimento, pronti all’azione e a mettere in moto ogni processo lavorativo/produttivo.
Il freelance è una macchina da guerra e chi riesce a raggiungere i propri obiettivi ha vinto nella vita!
Un caro saluto 🙂
Marko
Mr Yellow! È così: faticoso ma esilarante, passionale ma distruttivo qualche volta. Ma è una scelta con obiettivi ben precisi e averne è una specie di magia vibrante. Grazie e anche io amo il lunedì!
Complimenti per il magnifico post! Corro a ripotarlo nei vari gruppi social, chissà che sia la volta buona in cui qualche amico capisce la mia vita!!
Ciao Alessandro, grazie mille. Mi hai fatto veramente ridere con il “chissà che sia la volta buona”, spero di sì.
E’ da tempo che voglio diventare freelance… e immagino che ci siano anche molti lati negativi, però ne vale la pena?
Sì Alessia hai indovinato e sarò sincera: pensaci bene. Cerca di capire che progetti hai e come svilupparli.
Alessia leggi l’e-book di Riccardo Esposito dedicato al mondo freelance. Potrà aiutarti.
Dire di no all’amica che vuole venirmi a trovare, anche se sono a casa. Essere a casa per me vuol dire lavorare, quando sono libera, chiudo con doppia mandata la porta e respiro un po’ d’aria fresca. Spesso i loro “5 minuti” diventano “due ore” e finisce che ho trascurato un lavoro importante e mi trovo lavoro su lavoro da smaltire in sempre meno tempo. Ecco, io aggiungo questa. Essere a casa ma essere totalmente immersi nel lavoro.
Verissimo, diventano sempre due ore per questo è meglio non interrompere il lavoro e dedicare un altro giorno all’amica.
Mi ritrovo in tantissimi punti! Uno su tutti quelli che mi ‘odiano’ perché faccio un mese di vacanza… considerando che prima di partire lavoro qualcosa come 14 ore al giorno senza sosta per settimane per poter lasciare tutto programmato durante il mio mese di assenza! Eccheccavolo.. comunque anche io amo i lunedì, ma Snapchat non mi avrà mai! 😀
Ciao Paola! Sapevo che avresti compreso. Quando sono stata in Inghilterra del Sud per un mese mi hanno fatto mille osservazioni. Però, devo dirti la verità, come me avevo il portatile. ^_^
Io invece stacco tutto davvero, al massimo rispondo alle mail urgenti dal telefono, ma niente di più. Per questo mi odiano proprio! 😛 W i freelance